Presentazione del libro
"Tutti
presenti... signora maestra! - Nella Scuola Popolare di Terlago"
Autore: Guido Prati in
collaborazione di Verena Depaoli
Pagine: 319
Pubblicazione: maggio 2011
Recensione: Il volume è nato da un'attenta e ponderosa opera di ricerca
documentaria negli archivi del Conune di Terlago, nella scuola, nella
parrocchia e grazie al materiale custodito dai due autori e da
molte persone del paese.
È strutturatro in 7 sezioni di cui la prima è una raccolta di frammenti d'archivio.
Segue poi il diario della Maestra Battistata che va dal 16 novembre
1916 al 4 novembre 1918 con un'ultima lapidaria frase: I regnicoli sono
entrati in Trento.
Procedendo in ordine cronologico si incontra una sezione dedicata alla
scuola fascista, seguita da quella dedicata agli anni '60 ripercorsi
attraverso i ricordi di Guido Prati, insegnante a Monte Terlago e
Covrelo.
Un brevissimo capitolo è dedicato al quaderno di Tullio Depaoli, classe 1902.
Conclude il volume una ricca raccolta di immagini e documenti presentati in ordine cronologico.
da "Valledeilaghi.it" - 21 luglio 2011 - Verena Depaoli
TERLAGO - Prestigiosa
vetrina per l’ultimo libro nato sulla storia di Terlago “TUTTI PRESENTI
SIGNORA MAESTRA” di Guido Prati in collaborazione con Verena Depaoli.
In questi giorni il libro ha trovato infatti un posto d’onore nella
vetrina della libreria Ancora di Trento. La vetrina offre anche al
visitatore la possibilità di vedere alcuni documenti storici originali
(di proprietà degli autori). Eccone invece in breve i contenuti:
Leggendone la storia ti rendi conto che la scuola quale strumento
didattico a disposizione di tutti, non è sempre esistita, anzi che è
un’istituzione, o un servizio, o un obbligo, o un diritto, relativamente
recente, in continua evoluzione, e a rischio; non un’isola, ma un
continente nell’universo della cultura e della società. L’istituzione
scolastica è stata spesso premuta da antinomie, cioè da esigenze
ugualmente legittime ma contraddittorie: la realizzazione dell’individuo
contro la conservazione di una cultura, l’inserimento in un sistema
produttivo e l’educazione alla creatività, la centralità dei talenti
naturali e la necessità di fornire a tutti gli strumenti di base, lo
sviluppo del pensiero e il bisogno dell’emozione, il valore delle
identità particolari contro la tensione all’universalismo. La storia
della scuola trentina ci insegna anche che non è solo importante quanto
si trasmette, ma come.
L’autonomia è stata e può essere un’occasione. Le indagini ci assicurano
che la scuola elementare italiana regge il confronto con quelle dei
paesi più progrediti, per aver saputo sperimentare, con fatica, una
didattica fondata sulla "relazione", fra persone e fra discipline e
ancor più la storia della scuola trentina che, come ben sappiamo, quale
regione a statuto autonomo ha competenza primaria in tale materia. La
storia della scuola di Terlago non può quindi che rispecchiare e
calpestare i passi fatti dalla scuola trentina.
In questo lavoro diviso in sette parti principali si utilizzano notizie
rinvenute negli archivi storici del Comune, della scuola, della
Parrocchia di Terlago oltre a numerosissimo materiale fornito da persone
del luogo o tenuto appassionatamente nell’archivio personale di Guido
Prati e nel mio.
La prima parte si occupa di portare alla luce le notizie più
frammentarie rinvenute negli archivi storici o nelle collezioni private e
che riguardano talvolta la vera quotidianità del vivere scolastico. Il
secondo segmento, attraverso il diario della “Maestra Maria”, pieno di
anima e di notizie storiche, ripercorre gli ultimi due anni del periodo
asburgico. Nell’anno successivo, il 1918, la prima circolare emessa
dalla neo Regia Prefettura informava riguardo ai nuovi giorni di
festività corrispondenti con il compleanno del re Emanuele II, della
regina Elena e della regina madre Margherita, del Regno d’Italia!
La scuola fascista, che ritroviamo nella terza sezione, è, nei progetti,
ovviamente l’apparato ideologico di Stato più rigoroso. Mussolini
vagheggia un "italiano nuovo": Ma la storia, anche a scuola, è più
complessa di ogni programma.
Altro capitolo, forse quello più vissuto intimamente da Prati è quello
degli anni ’60. Di quando Prati, maestro alle prime esperienze visse a
M. Terlago e poi a Covelo ed insegnò a bambini che ora ritroviamo vivere
adulti fra di noi. Quanti ricordi, quanto trasporto, quanta passione e
quanto affetto emergono direttamente dai suoi ricordi.
Dedichiamo poi una piccolissima parentesi ad un quaderno, un quaderno
che insegnò e insegna a generazioni quanto importante sia la forza e la
volontà. Non appartiene propriamente alla scuola di Terlago ma
appartiene ad un giovane di Terlago che negli anni venti, finiti gli
studi a Terlago, si avventurò su quel di Trento per ampliare
ulteriormente i suoi panorami. Affamato di cultura seppe poi trasmettere
a tutti coloro che gli vissero accanto l’importanza del sapere per
poter disporre di uno spirito libero.
Ultimo capitolo, “Piccole luci”, lo riserviamo a immagini, rigorosamente
disposte in ordine cronologico, di libercoli, opuscoli, testi, libri,
elenchi e fotografie di vita scolastica tutti legati da una linea
temporale che riconduce inevitabilmente fino a noi. Nel corso delle
ricerche abbiamo avuto la fortuna di incappare in testimonianze davvero
uniche: diari o annotazioni di personaggi particolarmente significativi
per la nostra comunità. Abbiamo quindi inserito
nel lavoro dei piccoli inserti per ricordare Don Giovanni Susat, la
Maestra Mazzonelli, Don Emilio Maffei. Tanti altri sarebbero da
ricordare. Chissà, forse la fortuna in futuro ci aiuterà a ritrovare i
loro ricordi.
Un ringraziamento particolare va al Prof. Romano Turrini, allora
Dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Valle dei Laghi e a Don
Tullio Paris i quali ci hanno consentito la consultazione degli
straordinari archivi della scuola e della Parrocchia.
da "Vita Trentina" - 5 agosto 2011 - Marco Zeni
Un anziano maestro da un lato, Guido Prati, e la presidente del Comitato
per la promozione cultura, sociale ed economica della Valle dei Laghi,
Verena Depaoli, rappresentante di generazioni più giovani, hanno dotato
la comunità di Terlago di un'opera straordinaria riguardante la storia
della scuola popolare locale. Quanto mai accattivante il titolo,
rievocativo dei rapporti consolidati fra piccoli allievi e personale
insegnante, formato per lo più da rappresentanti del mondo femminile:
“Tutti... presenti Signora Maestra”. Era la situazione che il capoclasse
era tenuto ad aggiornare, ogni giorno, all'inizio delle lezioni
mattutine. Prati spiega assai bene l'evoluzione storica delle scuole
inferiori dal punto di vista giuridico, organizzativo e didattico.
Grande è la mole di documenti raccolti ed esaminati. Interessante il
corredo fotografico, le testimonianze il tutto illustrato e commentato
con rigore cronologico. Si tratta di materiale spesso salvato da singole
persone, messo in naftalina nei cassettoni ed ora piacevolmente
valorizzato. Non si tratta di uno spaccato della vita di Terlago, ma
dell'essenza stessa di questa comunità, della sua crescita culturale e
civile, dello spessore dei percorsi morali delle gente che ha dato
lustro alla solidarietà, alla convivenza, alla crescita delle famiglie e
del tessuto democratico. Significativo il diario di una delle
insegnanti, forse la più amata, la “maestra Maria”, certamente la più
ricordata, carico di anima e di notizie storiche.
da: "Trentino" - 10 gennaio 2012 - Enzo Zambaldi
Tuffo nella scuola asburgica con attori e bambini sul palco
PADERGNONE. Nel teatro di Padergnone, con l'allestimento di
una vecchia aula scolastica, è stato presentato "Tutti presenti...
Signora maestra!", un testo scritto da Guido Prati in collaborazione con
Verena Depaoli. La scuola dal periodo asburgico ai nostri giorni è
stata la protagonista dell'incontro. Due attori della Compagnia Tim di
Meano e un bambino di Terlago hanno letto alcuni brani del libro, dando
voce a documenti, al diario della maestra Battistata, agli scritti di
una bambina. La pubblicazione, dal significativo sottotitolo "Nella
scuola popolare di Terlago", propone uno spaccato della scuola dal
periodo asburgico, ai primi anni del Regno d'Italia, dal ventennio
fascista fino agli anni 60 del secolo scorso. Di grande interesse la
sezione documentaria "Frammenti dal 1816 al 1927" con la proposta, tra
l'altro, del primo documento del Regno d'Italia, ritrovato in originale,
riguardante la riapertura delle scuole (21 novembre 1918), i diari, in
particolare quello della maestra Maria Battistata, insegnante nella
scuola popolare di Terlago dal 1911 al 1919, che si interrompe il 4
novembre 1918 con la frase: "I regnicoli sono entrati in Trento". «La
scuola è - come ha affermato Prati - il filo per seguire le vicende
della comunità». La serata è stata l'occasione per un confronto, con
l'intervento della maestra Rosetta Margoni, della scuola trentina dagli
anni 60 fino ai nostri giorni. Margoni ha presentato le sue esperienze
di scolara prima, di insegnante poi, percorrendo lo sviluppo delmodo
e del metodo di insegnamento degli ultimi 40 anni. «La scuola è - ha
sostenuto - imparare assieme ai bambini». Il professor Mario Pederzolli
ha "rivissuto la sua vita di insegnante", ricordando il suo primo anno
di insegnamento a Terlago (1954), la collaborazione tra gli insegnanti,
la sua tesi di laurea che proponeva l'accentramento a Terlago degli
scolari di Covelo e Monte Terlago. Dal dibattito è emerso che la scuola
è «al centro di una realtà complessa» e lo specchio della società che
la esprime. (e.z.)
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