Un viaggio che intreccia passato, presente e futuro

Si è concluso il laboratorio dedicato alla costruzione del proprio albero genealogico, svoltosi nelle serate del’1, dell’8 e del 15 aprile 2026. L’idea è nata all’interno del Gruppo Culturale Garbari che, grazie soprattutto alla competenza e alla pazienza di Rosetta Margoni, è poi cresciuta e si è concretizzata attirando un gruppo di persone incuriosite dalla possibilità di collegare il loro presente con il passato. I partecipanti sono stati accompagnati in questa esperienza anche dalle volontarie Daniela Usai e Anna Silvia Piccoli.  

Durante il primo incontro si è spiegata l’importanza di una ricerca storica legata alle proprie radici e si sono ipotizzate alcune proposte di progettazione per l’elaborato finale. I presenti hanno dapprima compilato una scheda che richiama i legami di parentela più recenti e, incontro dopo incontro, si è passati alla ricerca storica avvalendosi delle risorse on-line ben descritte anche sul sito dell’Archivio della memoria nella sezione “genealogia”. Un contributo significativo è arrivato anche dal territorio. In questo senso, vogliamo ricordare l’impegno certosino di Ettore Parisi, che per anni ha raccolto e organizzato dati genealogici relativi alla Valle dei Laghi. Il suo lavoro rappresenta un esempio concreto di quanto la ricerca genealogica possa diventare patrimonio condiviso, a disposizione della comunità.

Molti partecipanti hanno proseguito le loro ricerche a casa, coinvolgendo altri parenti. Anche recarsi nei cimiteri dei paesi d’origine, camminando tra le lapidi con occhi nuovi, alla ricerca di nomi, date, legami da ricostruire ha contribuito ad arricchire il lavoro svolto. 

Uno degli aspetti più interessanti emersi durante il laboratorio è stata la varietà dei punti di partenza scelti. Alcuni hanno deciso di partire da sé stessi, altri hanno scelto di partire dai propri figli, altri ancora dai propri nipoti, con l’idea di realizzare un dono prezioso, qualcosa che potesse accompagnarli nella crescita e nella scoperta delle proprie radici.

Grande spazio è stato dedicato anche alla rappresentazione grafica degli alberi genealogici. I partecipanti hanno sperimentato soluzioni diverse, spesso molto creative, cercando di rispondere a esigenze concrete: chi scegliere come nodo centrale? come inserire un numero sempre maggiore di parenti? Come rendere leggibili i legami?…

Sono nate così idee nuove e originali: schemi a ventaglio ampliati, strutture ibride tra ascendente e discendente, tentativi di avvicinare il più possibile gli alberi di due famiglie distinte per evidenziare ancora di più l’affetto che le lega. Non solo esercizi grafici questi, ma veri tentativi di dare forma visiva a una rete complessa di relazioni, rendendola comprensibile e comunicabile anche ad altri.

Al termine del laboratorio, ciò che resta non è solo un elaborato – gli alberi genealogici che al momento sono solo abbozzati – ma un processo avviato. Molti partecipanti hanno espresso chiaramente il desiderio di continuare, di approfondire, di proseguire la ricerca in modo più strutturato, arrivando a consultare direttamente gli archivi storici, in particolare l’archivio diocesano. Un passo importante, che segna il passaggio da un interesse iniziale a una vera e propria indagine genealogica.

In fondo, è proprio questo il risultato più bello: aver acceso una scintilla. Perché costruire un albero genealogico non è un punto di arrivo, ma l’inizio di un viaggio fatto di scoperte, domande e connessioni. Un viaggio che parte dal passato, attraversa il presente e guarda al futuro.


A proposito di alberi genealogici: